FABIO PISCOPO ( 1950 Firenze ) tecnica mista su cartoncino

320,00

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Descrizione

Foto originali del prodotto offerto ottime condizioni  del 1983

Opera unica

Tecnica mista su cartoncino 33 x 43 cm

Firma in basso a destra

A sinistra città e data

Sul retro timbro dell’artista

Cornice ( senza vetro) 46 x59

 

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Nasce a Firenze nel 1950 e si diploma all’Accademia di Belle Arti nel 1975.

Parte presto per lunghi soggiorni in Medio Oriente e nel Nord America: momenti essenziali che creano in lui suggestioni e motivazioni intense nella sua ricerca verso tecniche artistiche all’avanguardia.

Dal 1969 inizia la sua partecipazione a mostre collettive ed è subito grande consenso di pubblico e critica favorevole.

Insaziabile la voglia di sperimentazione che lo conduce anche a provarsi con l’encausto, l’affresco, la ceramica, il pannello in legno dipinto e bruciato, il bassorilievo in refrattario smaltato, il bronzo con sculture, pannelli e bassorilievi:  un successo immediato e meritato.

Nel 1979 una sua opera di notevoli dimensioni è donata al nuovo “Museo  San Michele” di Bari. Nel 1986 si stabilisce a Monterotondo e nello stesso anno, con la personale “Io e loro”, si avvia la proficua e ininterrotta collaborazione con “Galleria Vittoria” di Via Margutta, a Roma. Inizia il periodo dello “Studio dei bianchi”, seguito poi da quello di “Angeli”.

Nel 1987 realizza, presso la “Galleria il grillo” di Monterotondo, la “Itinera Tria (tre ipotesi per un racconto)” con Casadei e Iaia, presentata a Viterbo nell’ambito di una mostra dedicata ai grandi maestri Dalì, De Chirico e Mastroianni, curata da Maria Grazia Dini.

Accanto al testo monografico che Carmine Benincasa –critico d’arte- gli dedica, la poetessa e scrittrice Raffaella Del Puglia pubblica su “Mediterranean Observer” un interessante profilo artistico e umano di Piscopo.

 

Bologna, “ArteFiera”. Fabio Piscopo espone quattro pannelli sul tema “Caccia alle streghe” realizzati con la tecnica dell’encausto: ricevono ottimi giudizi dalla critica, e in particolare dai maestri Antonio Corpora e Luigi Montanarini.

New York, 1989 espone al “Javits Convention Center” e sempre nello stesso anno a Poggibonsi una grande mostra antologica “Fabio Piscopo: dieci anni di pittura: 1979-1989”, come scrisse nel suo libro Nicola Miceli, critico d’arte.

Il 1990 è per Piscopo denso di appuntamenti fondamentali. A gennaio la sua prima personale a Napoli. A marzo una monografia del critico d’arte Leo Strozzeri per la mostra “Fabio Piscopo. Declinazione al femminile”. Sempre in primavera espone all’”Art Expo” di Tokio e mentre cresce in Giappone l’interesse per la sua pittura, la “Galleria Etude” di Tokio gli organizza una mostra che riscuote enorme successo.

Alla prima edizione di “Sorrento Arte”, dove viene presentata dai maggiori Maestri la giovane arte italiana emergente, Piscopo è segnalato dal grande scultore Umberto Mastroianni. In agosto realizza un grande affresco (mq 48) a Maglione Cavanese, dove il regista Maurizio Corgnati ha creato un “Museo di arte contemporanea all’aperto”.

In settembre inaugura una sua personale alla “Galleria Senato” di Milano, il cui catalogo

“Il richiamo universale” è a cura del Maestro Corgnati.

A dicembre, a seguito di “Italia 90”, è presentata a Roma la monografia “Fabio Piscopo, della libertà del corpo: sensazioni sul calcio” , autori il giornalista sportivo Andrea Pesciarelli e lo scrittore Ugo Moretti.

Alla continua ricerca di nuove tecniche, realizza nel 1990/91 una serie di opere su sacco di juta cui dà il nome:“Ritorno a Lucy: dea della vita”, un richiamo alle origini dell’Umanità.

Nell’ambito della sua sperimentazione sulla ceramica, “modella forme inusuali, a metà strada tra l’altorilievo e una tela fortemente impastata e densa”, come scrive l’architetto Mario Pisani nella presentazione di undici suoi pannelli in refrattario smaltato, mostrati

al pubblico a Deruta nella mostra “Fabio Piscopo: frammenti 1991 Ceramica nuda”.

Sicilia: a Palermo e Siracusa gli sono dedicate due mostre personali.

Roma: la “Galleria Vittoria” presenta le sue opere in ceramica; critica e pubblico della capitale scoprono “quanto il suo eterno ed etereo corpo femminile si amalgami con il supporto tecnico, con la densità materiale della terracotta, con i colori naturali della creta”.

Malindi, in Kenia: l’ “African Dream Village”, dopo aver fondato un “Museo di Opere in Legno”dei maggiori artisti viventi, lo invita a realizzare un grande pannello in legno dipinto e bruciato, al quale viene attribuito il titolo “Le origini del Classico” dalla critica Rossana Bossaglia.

E ancora, nel 1993 le sue opere in ceramica sono richieste per due personali in Brasile

(Rio de Janeiro e San Paolo).

Roma: a fine 1993 partecipa con Ceroli, Mastroianni e Attardi a una mostra-omaggio al mondo antico e affascinante del caffè, e in particolar modo alla famiglia Danesi, intitolata “Danesi al caffè Greco”.

In seguito partecipa con opere su tela e ceramica ad una collettiva a Cipro.

A Malta Fabio Piscopo inaugura una grande mostra di olii su carta a cui seguiranno presso il “Museum of Fine Arts” altre due importanti personali.

 

…curiosando ancora nella vita artistica intensa di Piscopo…

Nel settembre 1994, è presente nella “Fortezza da Basso” di Firenze con pannelli in ceramica raffiguranti episodi della Divina Commedia.

E nel marzo ’95 con artisti di tutto il mondo, partecipa al progetto internazionale di Mail Art “Ricordando Giulietta Masina” organizzato della “Galleria Vittoria” di Roma.

In aprile dona “L’angelo del soccorso”, opera scultorea in ceramica alla “Confraternita della Misericordia” di Badia a Ripoli, per la Cappella Michelucci.

In giugno è il centenario della Biennale d’arte contemporanea di Venezia: Piscopo partecipa al progetto “Cento anni della Biennale e Cento anni della Mail Art”.

Il 26 dicembre è inaugurata la grande opera in refrattario smaltato “La fortuna vince le avversità e genera prosperità”, nella piazza centrale di Cervara (Roma), comune eletto dalla rivista Airone ‘paese ideale d’Italia’ e non a caso scelto dall’autore come propria dimora (quando “saltuariamente” si trova in Italia). E sempre a Cervara durante le festività pasquali del 1996, la “Sewden Pask”, una mostra di Piscopo e Elkstrom in rappresentanza dell’arte svedese e italiana.

Ancona: opere a olio alla Rassegna d’arte contemporanea “Il presente reale – il presente futuro” la mostra ripercorre l’evoluzione artistica di Maestri storici come Umberto Mastroianni e Luigi montanarini e quella di artisti giovani ma affermati come Piscopo.

In settembre viene invitato dal M.A.C.A.M. a Maglione Cavanese quale consulente-docente a uno stage di affresco per studenti delle Accademie di Belle Arti (presenza che si ripeterà nei due anni successivi).

Alla mostra di artisti della Mail Art dedicata a Guglielmo Marconi, Piscopo espone un rotolo di tela lungo 10 metri, omaggio al legame tra l’arte come trasmissione di messaggi e lo scienziato padre della comunicazione.

Sta finendo il 1996: Fabio Piscopo è presente alla manifestazione Fatto ad Arte nel Palazzo delle Arti di Todi, con un bassorilievo a trittico in refrattario smaltato “Le figlie di Zeus”, di forte sapore medioevale.

 

 

Verso il Nord Europa

Nel 1997 l’arte di Piscopo è scoperta anche nel Nord Europa: in Germania, a Erfurt, una personale alla “Galleria Still Bruch” e in Svezia a Eskilstuna con la mostra “Mnemosyne, madre di tutte le arti”. L’anno successivo avrà luogo una sua personale presso la “Galleria Art Index” di Amsterdam.

Tornato in Italia, il 1998 vede l’inizio di una stretta collaborazione con la “Domus Dei”, industria di opere sacre: Piscopo si interessa sempre più al tema religioso, con la realizzazione di opere in bronzo. Nella “Parrocchia della Sacra Famiglia” di Olbia saranno inaugurati i suoi bassorilievi in bronzo “La Vergine, Gesù e Giuseppe”.

1999, aprile: mostra “Kolva” alla “Galleria Vittoria” di Roma. Maggio: inizia la collaborazione con la “Fine Art” di Woburn, Inghilterra.

Per il Giubileo in dicembre sono consacrate le porte bronzee della basilica di S.Mauro a Casoria (opera iniziata dall’artista nel1997) e nello stesso mese, a Vernasco, presso il castello Pandoni, collettiva con Don Lurio. Inizia quindi un siggiorno di lavoro in Inghilterra.

Aprile 2000: la galleria “Still Bruck” di Erfurt (Germania) si interessa alla sua arte e gli allestisce una personale facendolo conoscere all’esigente pubblico tedesco.

Tornato in Italia, a Roma in Castel Sant’Angelo è presente con una bella mostra sugli “Angeli”. E’ un periodo di intensa attività con esposizioni personali, ad esempio al Centro Musicale di Prato con “Ricordi di vita vissuta”, in memoria dei sei anni 1980-86 vissuti in questa città. Decide poi di trasferirsi in Piemonte per una serie di lavori ad affresco, quindi di nuovo a Londra per una mostra in Bond Street presso la “Galleria 77” e a Woburn con un affresco a “Villa Biganski”.

Con la collaborazione del suo amico gallerista Enrico Todi, eccolo a Strasburgo con una personale che sarà poi anche a Latina e a Roma.

Ma è nel mese di ottobre la grande esperienza orientale, viene infatti invitato dal Consolato Italiano di Shanghai, come rappresentante dell’arte italiana, a mostrare le sue opere all’Università degli Studi di Donghua dove tiene anche un corso di Affresco per gli studenti cinesi. Di “passaggio” in Italia l’Agenzia Pubblicitaria ‘D’ di Roma presenta a pubblico, stampa e autorità il calendario dell’arte per il 2005, realizzato tutto con le sue opere. Il fascino della Cina, però, comincia ad essere presente nella suaq opera, nel suo spirito, nella sua vita, tanto da indurlo a proseguire i contatti con gli artisti orientali e il mondo dell’arte cinese. Dal 2005 è presente in mostra personale nel 8°West Lake Expo di Hangzhou, come nel 2006 e 2007. Brevi pause per mostre a Roma, Civitella del Tronto (Teramo), Crotone (Calabria).

 

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